Accumulo sì o no? Facciamo i conti

Accumulo sì o no? Facciamo i conti

C’è un tema che da un po’ di tempo fa dibattere molto nel mondo dell’efficientamento energetico: gli impianti fotovoltaici con accumulo.

Le fazioni sono due: i pro accumulo e i contro l’accumulo.

Prima di dirti come la pensiamo noi vediamo cos’è un sistema di accumulo dell’energia prodotta dal tuo impianto fotovoltaico.

Il sistema di accumulo è costituito da batterie agli ioni di litio che si caricano con il surplus di energia prodotta dall’impianto fotovoltaico. Il dimensionamento della batteria nasce da una media giornaliera su base annuale della produzione fotovoltaica stimata (ovvero, come sempre, partiamo dalle tue necessità per progettare l’impianto).

Entriamo ora nel vivo di questo post e rispondiamo alla domanda bomba: conviene montare un sistema di accumulo?

La risposta è di quelle che aspetti per tutta la vita: dipende.

Delusione? Forse, perché ci piacerebbe che la tecnologia fosse fatta solo di risposte assolute, di sì e di no categorici, ma la verità è che il centro di un progetto di efficientamento energetico sei tu, sono i tuoi bisogni, i tuoi consumi e le tue esigenze.

Facciamo due esempi semplicissimi prendendo la classica famiglia con 2 adulti e 2 bambini.

Caso A: il fotovoltaico standard

Dei due adulti solo uno lavora fuori casa (non entriamo nel dettaglio dell’eventuale lavoro da casa del secondo adulto perché influisce, ma solo marginalmente) e i due bambini vanno a scuola solo alla mattina.

Questo significa che 3 persone saranno sempre in casa con necessità di riscaldamento invernale (la caldaia ha bisogno di elettricità) e condizionamento estivo, elettrodomestici in funzione, luci accese, consolle e computer accesi (se poi parliamo di adolescenti e non di bambini…apriti cielo!).

Questa famiglia avrà un consumo di elettricità spalmato su tutta la giornata, ma soprattutto in fascia diurna, consentendo di consumare subito l’energia prodotta dall’impianto e potendo anche approfittare dell’opportunità data dallo scambio sul posto (SSP), ovvero della cessione al Gestore dell’energia prodotta in eccesso dall’impianto (sì, perfino con due adolescenti in casa è possibile produrre più energia di quanta ne utilizzerai!).

In questo caso il sistema di accumulo non è indispensabile, perché l’energia viene consumata nel momento in cui viene prodotta.

Caso B: il sistema di accumulo

Nella nostra ipotetica famiglia i due adulti lavorano entrambi fuori casa 8 ore al giorno e i figli vanno a scuola a tempo pieno e restano dai nonni fino a che i genitori non li vanno a prendere.

L’istinto direbbe che un impianto fotovoltaico non è utile per questa famiglia, ma oggi abbiamo i sistemi di accumulo che ci consentono, grazie alle batterie, di immagazzinare l’energia prodotta durante il giorno che viene poi utilizzata di sera quando la nostra famiglia si ritrova fra le calde mura domestiche.

È ora che il fabbisogno energetico sarà più alto fra lavatrici da fare, luci accese, film da vedere e tutto quello che ben sai. Per fortuna esistono i sistemi di accumulo!

Diamo un po’ di numeri

Con un normale impianto fotovoltaico arriveremo a un 30% di autoconsumo e un 70% di immissione di energia in rete, mentre con un sistema di accumulo avremo il 70% di autoconsumo e il 30% di immissione in rete.

Quindi come dimensionare un impianto con sistema di accumulo?

Quando progetteremo il tuo impianto calcoleremo che il 30% dell’energia prodotta andrà in autoconsumo, il 40% dovrà essere accumulata (la sera si consuma sempre di più per via delle luci accese e del riscaldamento/condizionamento) e l’ultimo 30% verrà reimmesso in rete.

Ipotizziamo un consumo annuo di energia (quello che vedi in bolletta) della nostra famiglia di 3693 kWh e che nel punto in cui è posizionata la loro casa un impianto da 1 kW produca 1412 kWh. Facendo il semplice calcolo 3693/1412 vediamo che ci serviranno 2.62 kW di impianto per coprire il fabbisogno standard. Per stare tranquilli sovradimensioniamo l’impianto a 3 kW per una produzione totale di 4236 kWh.

Ok, ma allora basta inserire il sistema di accumulo per immagazzinare tutta questa energia?

No, bisogna fare degli altri calcoli perché questa è l’energia che ci serve, ma le nostre batterie ne assorbiranno il 40% che dovremo però dividere, per avere la taglia esatta necessaria del sistema, per il numero di cicli di carica e scarica che le batterie generalmente compiono (le batterie di ogni dimensione funzionano come quelle del tuo telecomando, ovvero prima o poi si consumano).

Facciamo i calcoli

  • 0,4 x 4236 kWh = 1694 kWh
  • 1694 kWh / 320 cicli/anno = 5,29 kWh

Questa sarà la taglia del nostro accumulo, che noi andremo a sovradimensionare a 6 kWh.

Ecco come funziona tecnicamente un sistema di accumulo per il tuo impianto fotovoltaico, numeri alla mano.

Cosa ne pensi? Lasciaci un commento o una domanda qui nei commenti, non vediamo l’ora di parlarne con te!

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Cos’è e cosa fa il fotovoltaico

Cos’è e cosa fa il fotovoltaico

Inauguriamo il nostro blog con un articolo che ti farà capire in modo preciso cos’è e cosa fa un impianto fotovoltaico.

Perché parlare oggi di risparmio energetico sembra molto facile: vediamo pubblicità, sentiamo interviste, leggiamo articoli, ma quanto di tutto questo ti è davvero comprensibile?

In Equadro abbiamo una filosofia che ci accompagna da sempre: il cliente ha il diritto di capire cosa sta acquistando. Quindi tutti pronti? Si parte!

La definizione scientifica di impianto fotovoltaico

Cerchiamo di essere rigorosi e partiamo dalla definizione più scientifica di fotovoltaico:

Un impianto fotovoltaico è un impianto capace di generare energia elettrica tramite la captazione della radiazione solare.

Infatti grazie all’effetto fotovoltaico, la luce solare innesca il passaggio di corrente. Nello specifico, quando un fotone (quanto di energia della luce) colpisce un semiconduttore opportunamente drogato (come il silicio, di cui sono fatti principalmente i pannelli fotovoltaici), gli elettroni passano dalla banda di valenza a quella di conduzione e vi è passaggio di corrente. Un impianto fotovoltaico è costituito dall’assemblaggio di più pannelli fotovoltaici e dalla necessaria componente elettrica ed elettronica.

Lo sappiamo, la prima volta viene il mal di testa, ma le cose sono molto più semplici di quello che sembrano e soprattutto possono essere spiegate in modo più semplice.

Ecco cosa significa in concreto

Per scendere molto nel concreto, un impianto fotovoltaico è un sistema che trasforma l’energia solare in energia elettrica disponibile per i tuoi consumi, ovviamente per quelli di tipo elettrico.

Un impianto fotovoltaico, almeno in linea teorica, può essere installato in due modalità: collegato alla rete elettrica del tuo fornitore di energia oppure no.

Perché diciamo “teoricamente”? Perché questo può essere fatto solo in caso non esista l’infrastruttura elettrica, ad esempio in una baita sperduta nelle montagne, ma soprattutto perché il senso di un impianto fotovoltaico è proprio di collegarlo all’impianto generale così da sfruttare fino in fondo tutte le sue potenzialità e le sue possibilità di risparmio come lo scambio sul posto o l’accumulo.

C’è infatti ancora un po’ di confusione sul tema del fotovoltaico quando si parla di indipendenza energetica: un impianto fotovoltaico potrebbe renderti energeticamente indipendente? No. L’impianto fotovoltaico ti permette un risparmio in bolletta pari a circa il 30%. L’indipendenza al 100% non è tecnicamente raggiungibile.

Abbiamo dedicato un altro articolo al tema dell’accumulo per gli impianti fotovoltaici [inserire LINK], ma una minima percentuale di prelievo dalla rete elettrica resterà sempre.

“Eh, ma allora posso montare un impianto più grande!”

No, attenzione.

Facciamo chiarezza: la convenzione di scambio sul posto è predisposta dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) una volta connesso l’impianto alla rete. Con questo meccanismo, lo Stato ti rimborsa, con 2 bonifici semestrali, tutta quell’energia che il tuo impianto fotovoltaico produce ma tu non consumi e quindi butti in rete. Avrai il tuo rimborso al costo di circa 0,14€ /kWh, quindi basta fare due semplici conti per capire che per quanto la tecnologia sia avanzata la famigerata autarchia energetica non è (allo stato attuale) possibile.

I componenti fondamentali di un impianto fotovoltaico

Il tuo impianto è costituito da 3 sezioni fondamentali:

  1. I pannelli fotovoltaici (la parte più complessa del tuo impianto)
  2. L’inverter
  3. Gli ancoraggi.

Ok, e ora cos’è questo inverter? Semplice, è la parte del sistema che serve a convertire la corrente elettrica continua prodotta dai tuoi pannelli (immaginala come una linea retta) in corrente alternata, ovvero quella utilizzata dai tuoi apparecchi elettrici (qui visualizza una sinusoide, ovvero una linea che sale e scende con un movimento a parabola).

L’inverter si occupa di questa conversione, ovvero di rendere la corrente elettrica generata dal sistema utilizzabile come quella fornita dal tuo gestore.

Quindi col fotovoltaico produco anche l’acqua calda?

Il fotovoltaico fornisce energia elettrica gratuita, quindi può, ad esempio, alimentare uno scaldabagno, ma ovviamente in questo modo utilizza una parte dell’energia che sarebbe destinata ad altre apparecchiature.

Il solare termico, invece, grazie all’energia solare fornisce acqua calda sanitaria per circa 6 mesi all’anno e può fare da integrazione al riscaldamento.

Può avere due tipi di circolazioni: naturale o forzata.

I collettori solari montati sul tetto, raccolgono calore dal sole e lo usano per riscaldare l’acqua che viene immessa in un bollitore. Se il bollitore viene installato sul tetto abbiamo una circolazione naturale, mentre quando il liquido utilizzato per scaldare l’acqua calda sanitaria viene fatto circolare con l’utilizzo di pompe abbiamo una circolazione forzata.

Il sistema a circolazione forzata ha il vantaggio che il serbatoio non deve essere posizionato sopra i pannelli solari (e quindi sul tetto) ma può essere posizionato in una zona qualsiasi dell’edificio.

Tutto chiaro?

Ora che abbiamo fatto luce sugli aspetti più importanti che riguardano l’impianto fotovoltaico cosa ne pensi? Ti piacerebbe capire come sfruttare questa tecnologia per il risparmio energetico a casa tua? Se la risposta è sì scrivici subito [inserire LINK al modulo contatti] per capire qual è la soluzione che fa per te.

 

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