STOP GREENWASHING

Ci pensate? Sono trascorsi pochi giorni dalla fine di Sanremo eppure sembra passata una vita, le nostre canzoni preferite le sappiamo più o meno già tutte a memoria e lo sfarzo, la concitazione e il coinvolgimento sono ormai lontanissimi.

E quindi, anche se siamo consapevoli che a voi potrebbe sembrare anacronistico, anche noi volevamo dire la nostra su questo evento spettacolare. (altro…)

Comunità energetiche. L’energia condivisa

Ci pensate? Sono trascorsi pochi giorni dalla fine di Sanremo eppure sembra passata una vita, le nostre canzoni preferite le sappiamo più o meno già tutte a memoria e lo sfarzo, la concitazione e il coinvolgimento sono ormai lontanissimi.

E quindi, anche se siamo consapevoli che a voi potrebbe sembrare anacronistico, anche noi volevamo dire la nostra su questo evento spettacolare. (altro…)

Energia solare rinnovabile: la scelta che aiuta l’ambiente

Energia solare rinnovabile: la scelta che aiuta l’ambiente

Pannello fotovoltaico e pannello solare termico: analogie e differenze

Il sole è la principale forma di energia ed è una valida opzione, rinnovabile ed ecosostenibile, per la produzione di energia tramite l’utilizzo dei pannelli fotovoltaici e dei pannelli solari termici.

Sebbene siano esteticamente simili (sono di forma rettangolare) e vengano installati per lo più sui tetti delle case, hanno funzioni completamente differenti: i pannelli fotovoltaici catturano i raggi solari e producono energia per alimentare gli elettrodomestici; mentre i pannelli solari termici producono acqua calda sanitaria.

Vediamo nel dettaglio l’uno e l’altro.

Pannelli fotovoltaici

I pannelli fotovoltaici sono una scelta ecosostenibile che produce energia per gli elettrodomestici, grazie ad una fonte rinnovabile e non inquinante: il sole. Le celle dei pannelli, formate da uno strato di silicio, che è un buon semiconduttore, captano le radiazioni solari e gli elettroni del silicio ricevono l’energia sufficiente per muoversi e produrre energia elettrica. L’energia solare catturata dai pannelli fotovoltaici, genera tensione continua (Direct Current)e per mezzo dell’inverter fotovoltaico viene trasformata in tensione alternata (DC in AC) a 230 volt e 50 Hz.

Nonostante l’installazione non sia economica, i benefici che si possono ottenere sono assai rilevanti perché i pannelli fotovoltaici permettono di risparmiare sulla bolletta della luce, producendo autonomamente energia elettrica e annullando completamente l’emissione dei gas responsabili dell’effetto serra.

A questo punto sorge una domanda spontanea: se il sole non c’è come faccio a sfruttare il pannello fotovoltaico?

Durante il giorno il surplus di energia prodotta dall’impianto fotovoltaico potrebbe essere stoccata in un sistema di accumulo per poi essere utilizzata per alimentare i nostri carichi la sera quando il sole non c’è e l’impianto non produce energia. Con le batterie saremo quindi in grado di aumentare l’autoconsumo dell’energia prodotta dall’impianto.

Esistono principalmente tre tipi di pannello fotovoltaico: il pannello monocristallino, il pannello policristallino e il pannello in silicio amorfo. I primi due hanno una struttura rigida, mentre il terzo può essere anche flessibile.

Questi tre tipi di pannelli fotovoltaici presentano delle caratteristiche diverse, vediamo quali sono.

  • Il pannello fotovoltaico monocristallino è di colore nero, che lo rende facilmente distinguibile dagli altri due pannelli. Rende meglio alle basse temperature ed è più efficiente del pannello policristallino in presenza di un’intensità solare minore.
  • Il pannello fotovoltaico policristallino è di colore blu cangiante, le sue celle sono orientate in maniera casuale, tuttavia questa sua caratteristica fa sì che sfrutti in maniera ottimale la luce durante tutta la giornata.
  • Il pannello in silicio amorfo di colore scuro. Il silicio amorfo è la forma allotropica e non cristallina del silicio, questo vuol dire che i suoi atomi non sono disposti in ordine regolare. Il pannello in silicio amorfo non è composto da celle fotovoltaiche, bensì da uno strato in vetro o in plastica ricoperto da uno strato di silicio di spessore minimo.

In base alla potenza in kW di cui hai bisogno, si definiscono il numero di pannelli fotovoltaici necessari, ad es. su un tetto inclinato con una buona esposizione saranno sufficienti 8 pannelli da 400 W per ottenere una potenza di circa 3 kW.

Pannelli solari termici

I pannelli solari termici sono un’altra opzione per la produzione di energia da fonte rinnovabile e anch’essi sfruttano il calore del sole.

Come abbiamo già detto, vengono utilizzati per produrre principalmente acqua sanitaria nelle abitazioni, ma anche acqua calda tecnica d’integrazione al riscaldamento.

Il pannello solare termico capta le radiazioni solari e trasferisce il calore all’acqua contenuta all’interno di un serbatoio a cui è collegato. La circolazione dell’acqua può essere naturale o forzata.

  • La circolazione naturale non utilizza circolatori e sfrutta la gravità per far scendere l’acqua.

Il collettore contiene un fluido che si riscalda e cede il suo calore all’acqua contenuta nel serbatoio collocato sul tetto assieme al pannello.

equadro 1

  • La circolazione forzata, sebbene sia più costosa perché viene alimentata a corrente, risulta più efficiente; soprattutto nei paesi più freddi. In questo caso il serbatoio viene collocato all’interno dell’abitazione e dentro viene posta una serpentina. Quando il collettore, tramite un fluido termovettore, cattura i raggi del sole, il calore viene trasferito alla serpentina e da qui all’acqua contenuta nel serbatoio. Il sistema è dotato di una pompa di circolazione che rimanda al collettore in alto il fluido termovettore proveniente dal serbatoio in basso.

equadro 2

Dato che anche i pannelli solari termici sfruttano le radiazioni solari, la domanda che ci porremo è la stessa: posso usarli anche quando non c’è il sole?

La risposta è sì, ma in tempi più brevi: quando non c’è il sole il collettore non si scalda e non trasferisce più calore all’acqua accumulata nel serbatoio. L’accumulo termico mantiene temperature alte in un lasso di tempo breve, per poi raffreddarsi.

Il numero dei pannelli solari termici che va installato è inferiore a quello dei pannelli fotovoltaici e dipende dal numero di persone all’interno dell’abitazione, ad esempio per una famiglia di quattro persone sarà necessario installare un solo pannello solare termico.

Nonostante l’installazione dei pannelli fotovoltaici e dei pannelli solari termici sia costosa, la produzione di energia elettrica o quella di acqua calda sanitaria attraverso la luce solare presenta diversi vantaggi in termini economici, ma soprattutto rispetta l’ambiente e produce energia da una fonte rinnovabile e non inquinante. Inoltre l’installazione di uno dei due tipi di pannelli permette l’avanzamento della classe energetica, aumentando quindi il valore dell’immobile e rispettando le normative dell’Unione Europea.

Sistemi di raffrescamento 2.0: soluzioni green che ti faranno risparmiare sulla bolletta

Sistemi di raffrescamento 2.0: soluzioni green che ti faranno risparmiare sulla bolletta

Raffrescamento radiante collegato a una pompa di calore: cos’è e come funziona.

L’estate si avvicina e con essa il caldo e l’umidità sono pronti ad invadere le nostre case!

Il sistema di raffrescamento radiante si sta rivelando un’opzione molto innovativa ed efficace.

Sia il raffrescamento che il riscaldamento radiante sfruttano il principio dell’irraggiamento, secondo cui un corpo caldo cede calore ad un corpo freddo. Mediante le onde elettromagnetiche il fresco, o il caldo, si propagano nell’ambiente.

Questo sistema permette non solo di raffrescare, ma anche di riscaldare, con un solo impianto: la pompa di calore (sistema aria/acqua).

Per installare un sistema di raffrescamento/riscaldamento radiante vengono disposti dei pannelli o dei tubi sotto al pavimento che sono dotati di serpentine in cui scorre l’acqua (a circa 35° se si vuole riscaldare l’ambiente, tra i 12° e il 16° se si vuole raffrescarlo. Queste serpentine, generalmente disposte a chiocciola e collegate a dei collettori, sono alimentate da una pompa di calore idronica regolata tramite termostati ambiente o di zona.

Il sistema di raffrescamento radiante si distingue dagli apparecchi tradizionali perché tramite il termostato verifica il tasso di umidità presente nell’ambiente e regola la temperatura su di esso. Questo aspetto è fondamentale perché permette di avere un ambiente con la temperatura necessaria a raffrescarlo o a riscaldarlo, evitando consumi spropositati di energia.

Ma sono presenti altri benefici da questa innovativa tecnica di raffreddamento e riscaldamento degli ambienti:

  • Sicurezza: le pompe di calore, a cui sono collegati, non sono allacciate al gas e non hanno serbatoi pieni di combustibili che possono essere nocivi sia per la salute che per l’ambiente. Per questo motivo non sono soggette ai controlli periodici ed eliminano il rischio di esplosioni o incendi.
  • Diminuzione dei costi di manutenzione
  • Eliminazione della caldaia: il sistema di raffrescamento, essendo collegato ad una pompa di calore, permette di sostituire la tradizionale caldaia, dato che la pompa produce anche acqua calda per la climatizzazione invernale
  • Risparmio in bolletta
  • Rimozione dei termosifoni: l’assenza dei classici ed ingombranti radiatori permette un arredamento più libero e non condizionato alla disposizione dei termosifoni
  • Possibilità di posizionare a parete o a soffitto i pannelli radianti se non si vuole toccare il pavimento

  

Climatizzatore: cos’è e come funziona.

Il climatizzatore, a differenza di un condizionatore che riscalda o raffresca l’ambiente attraverso l’immissione di aria da una ventola regolata solo in base alla velocità, implementa queste stesse funzioni grazie alla deumidificazione e alla regolazione della temperatura. Con l’ausilio di appositi filtri inoltre, elimina batteri e impurità presenti nell’aria.

Il climatizzatore conta unità interne, una o più di una, collegate ad un’ unità esterna a pompa di calore (sistema aria/aria). Le unità interne possono essere di vario tipo: a parete (gli split, posizionati in alto o le console, posizionati in basso), a cassetta o canalizzate nel controsoffitto.

Esistono due tipi di climatizzatori a split: monosplit e multisplit. Il primo collega all’unità esterna una sola unità interna, raffrescando o riscaldando un’unica stanza; mentre il secondo permette di collegare all’ unità esterna più unità interne, regolando in questo modo la temperatura in più stanze contemporaneamente.

Con i climatizzatori monosplit, nel caso più semplice d’installazione, non è necessaria alcuna canalizzazione per portare aria calda o fredda all’interno delle stanze, ma solamente due tubi collegati alla pompa di calore. In questo modo si risparmia energia elettrica e si riduce l’inquinamento ambientale, evitando le perdite di carico.

I climatizzatori inverter, sebbene più costosi dei precedenti sistemi on-off dove il compressore veniva acceso e spento per l’immissione dell’aria, consentono un maggiore risparmio energetico poiché la potenza erogata è variabile e graduale secondo la temperatura dell’ambiente da raffreddare o riscaldare.

La climatizzazione collegata ad una pompa di calore: una scelta ecosostenibile e responsabile

L’ aspetto sicuramente più interessante e importante è il basso impatto ambientale delle pompe di calore che regolano il raffrescamento. Le pompe di calore traggono energia dall’acqua, dalla terra o dall’aria (l’ energia è quindi rinnovabile) e non emettono sostanze dannose per l’ambiente.

Nel 2014 la Commissione Europea ha condannato l’Italia per la violazione delle norme imposte dall’Unione Europea sull’inquinamento atmosferico. Da allora, i governi italiani hanno messo in atto una serie di agevolazioni fiscali per migliorare le abitazioni e diminuire l’inquinamento. Il raffrescamento a pavimento collegato alla pompa di calore permette di rispettare tali norme.

Se si sceglie di installare una pompa di calore per collegarla al sistema di raffrescamento/riscaldamento radiante o un climatizzatore, si può far salire la propria abitazione anche di ben due classi energetiche. Inoltre, per tutto il 2021 è possibile usufruire dell’Ecobonus e del Bonus casa per installare la pompa di calore anche con lo sconto in fattura o la cessione del credito. (per maggiori info, vedi: “Superbonus o Ecobonus? Questo è il dilemma!)

Vuoi risparmiare sulla bolletta?
Vuoi avere un unico impianto per riscaldare e raffrescare la casa o l’ufficio?
Vuoi rispettare l’ambiente riducendo l’inquinamento domestico?

Il raffrescamento a pavimento è la soluzione ideale!

È ora di buttare i ventilatori, le pale a soffitto, i vecchi condizionatori e i termosifoni; per fare spazio alla climatizzazione invisibile e super efficiente!

Superbonus o Ecobonus? Questo è il dilemma!

Superbonus o Ecobonus? Questo è il dilemma!

Dal 2020 sentiamo parlare di agevolazioni per migliorare le nostre case, ma le informazioni che ci arrivano sono spesso troppo tecniche e poco chiare.

Proviamo a mettere a confronto i bonus per capire quale sia più conveniente e quali agevolazioni sono previste.

Superbonus 110%: come funziona.

Il Superbonus 110 per cento ci è stato presentato come la soluzione ideale per la riqualificazione energetica degli edifici e per effettuare dei miglioramenti nelle nostre case con la messa in sicurezza strutturale (sisma bonus).
È vista come la soluzione più efficace per risolvere una serie di problematiche (tetti che vanno rifatti, caldaie che vanno sostituite, finestre vecchie che vanno rimpiazzate), senza sborsare un centesimo.

Ma è vero che non dobbiamo sborsare un centesimo?

Dipende, se abbiamo capienza fiscale possiamo scegliere di portare in detrazione l’ammontare della spesa al 110% in soli 5 anni che vuol dire, che per chi ha la liquidità può essere considerata una forma alternativa d’investimento con rendimento sicuro e vantaggioso; altrimenti ai sensi dell’art. 121 del DL 34/2020 possiamo chiedere lo sconto immediato in fattura o la cessione del credito e in questo casi non dobbiamo sborsare un centesimo!

Con il nuovo Decreto Rilancio è prevista la trasformazione, in sconto sul corrispettivo dovuto o in credito d’imposta cedibile, delle detrazioni fiscali, previste in relazione a spese sostenute, dal 01 Gennaio 2020 al 31 Dicembre 2021 ad oggi prorogate sino al 2023 anche per interventi di efficienza energetica e ristrutturazione edilizia.

In luogo dell’utilizzo della detrazione (cioè tramite il suo scomputo in dichiarazione dei redditi), potrete optare alternativamente tra:

  • un “contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore, “con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti”;
  • la trasformazione della detrazione in “credito d’imposta anche ad un prezzo inferiore rispetto al valore nominale della detrazione fiscale e con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari”, per esempio quando effettui un intervento trainante e trainato al 110% sulla tua casa per il quale decidi di cedere il credito a una banca monetizzando subito il vantaggio fiscale.

Per entrambi i casi, il DL prevede altresì, come novità, che il credito d’imposta possa essere acquistato da qualsiasi soggetto e che non ci sia alcun limite al numero delle cessioni effettuabili.

Che sia lo sconto in fattura o cessione del credito d’imposta questi sono gli interventi ammessi:

  • Recupero del patrimonio edilizio
  • Efficienza energetica
  • Adozione di misure antisismiche
  • Recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti
  • Installazione di impianti fotovoltaici
  • Installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici

Bonus casa e Ecobonus: cosa sono e come funzionano.

superbonus ecobonus

le percentuali sono più basse rispettivamente del 50 e 65 ed infatti è più snella la procedura per accedervi. Come per il 110, anche per i singoli interventi legati alle ristrutturazioni edilizie e alla riqualificazione energetica è riconosciuta all’acquirente lo sconto immediato in fattura ai sensi del richiamato art. 121.

In queste fattispecie non occorre produrre una documentazione infinita.
Il bonus casa e l’Ecobonus non sono soggetti ad alcuna approvazione da parte di figure tecniche per la fruizione.

Superbonus 110%: pro e contro

PRO

  • riqualificazione dell’immobile sia dal punto di vista strutturale con il sisma bonus che dal punto dell’efficienza energetica con le sostituzioni di vecchi sistemi per il riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria con sistemi innovativi;
  • il 110 per cento include anche interventi ex novo, come per il fotovoltaico che a seguito della circolare dell’agenzia delle entrate 30/2020 e alla legge di Bilancio 2021 da dicembre, può essere posizionato su una pertinenza, quindi non direttamente sull’edificio stesso purché a servizio dell’abitazione.

CONTRO

  • Documentazione ampia e numerosa che riguarda l’intero edificio e le singole abitazioni;
  • Necessario raggiungere attraverso gli interventi riqualificanti il salto di almeno due classi energetiche sull’immobile;
  • Condizioni delle unità immobiliari esattamente identiche a quelle dichiarate nel catasto (se avete fatto una qualsiasi modifica, anche piccola, che non è stata condonata, la richiesta del Superbonus non sarà accettata);
  • Se si opta per la cessione del credito ad un Istituto di Credito, anche il tempo che quest’ultimo si prenderà per valutare il merito creditizio del committente/fornitore;
  • Dichiarazione di conformità dei documenti prodotti;
  • Per chi installa un impianto fotovoltaico non può essere stipulata la Convenzione di Scambio sul Posto, quindi il GSE non è previsto.

Bonus Casa 50% e Ecobonus 65%: pro e contro

PRO

  • Non servono le asseverazioni di tecnici abilitati (può bastare solo la dichiarazione del produttore dei beni del rispetto dei requisiti tecnici minimi del prodotto);
  • Se volessi realizzare un impianto fotovoltaico con accumulo o fare entrambi anche separatamente pagheresti solo la metà dell’importo dovuto;
  • Se volessi sostituire il vecchio impianto di climatizzazione invernale con uno più efficiente pagheresti solo il 35% del valore complessivo.

CONTRO

Aliquote ridotte rispetto al 110 per cento!

Vuoi saperne di più sul Bonus 110%, clicca qui e leggi anche l’articolo di Equadro dedicato all’argomento

Se hai bisogno di approfondimenti, Carmen e Viviana sono a tua completa disposizione per una consulenza.

Come migliorare la qualità dell’aria interna

Come migliorare la qualità dell’aria interna

Quando si parla di inquinamento dell’aria si pensa a fabbriche, automobili, gas serra, caldaie e perfino camini e stufe a legna.

Ma c’è un secondo tipo di inquinamento atmosferico ed è quello che riguarda l’aria degli ambienti interni.

Probabilmente ora stai pensando: “Sì, certo, negli ambienti di lavoro è un grosso problema!” ma se pensi che il tutto si riduca a un problema di salute nei luoghi di lavoro stai, purtroppo, sbagliando: il problema della qualità dell’aria interna riguarda tutti noi, ogni giorno, nei nostri ambienti di vita, case, scuole incluse. Materie plastiche, colle del legno, detersivi, disinfettanti, polveri fanno parte della nostra quotidianità e a questi si aggiungono acari, virus e batteri.

La ventilazione meccanica controllata (VMC) per migliorare la qualità dell’aria interna

Se l’industrializzazione ci ha portato inquinamento chimico, da sempre quelli biologici fanno parte delle nostre vite, ma ora l’evoluzione tecnologica ci ha dotati di un sistema che migliora in modo significativo la qualità dell’aria interna.

Si chiama ventilazione meccanica controllata e diluisce gli inquinanti interni chimici e biologici permettendo il corretto ricambio d’aria anche quando non si possono aprire le finestre per garantire il ricambio naturale.

Perché è così importante cambiare l’aria, soprattutto ora con la crisi da COVID-19?

Perché il ricambio permette di disperdere le goccioline di aerosol che ognuno di noi emette parlando, respirando, starnutendo.

Se l’aria è in movimento, queste piccole gocce si disperdono, ma se c’è ristagno, come accade negli ambienti chiusi male areati, la loro concentrazione aumenta con l’aumentare della presenza di persone.

La ventilazione meccanica controllata (VMC) è la risposta giusta a questo problema perché grazie all’estrazione di aria umida e all’immissione di aria fresca sostituisce il ricambio naturale quando questo non è ottimale, inoltre funge durante il periodo invernale anche da deumidificatore.

Come funziona un sistema di ventilazione meccanica controllata (VCM)?

Nel caso di nuovi edifici in cui  si migliora la resa in termini di energia si provvede, nella maggior parte dei casi, anche a predisporre un cappotto isolante con  il rischio però di formazione di muffe.

Questo rischio lo possiamo prevenire nelle nuove abitazioni, attraverso un dispositivo centrale che distribuisce l’aria fresca in tutte le stanze con un sistema di canalizzazione, integrato generalmente nel soffitto o nelle pareti.

Dell’impianto sono visibili quindi solo le bocchette di ventilazione. Il ricambio dell’aria viene gestito automaticamente dall’unità centrale.

Nei vecchi edifici le cose sono più complesse perché si interviene su qualcosa che c’è già.

La soluzione ideale per evitare interventi invasivi è quella di realizzare un sistema decentralizzato di ventilazione attraverso dei fori su parete, con un sistema che garantisce il continuo ricambio d’aria grazie a due unità in funzionamento alternato: mentre una immette aria di rinnovo in ambiente, l’altra estrae l‘aria viziata verso l’esterno.

Il calore contenuto nell’aria estratta riscalda lo scambiatore ceramico. Dopo circa 70 secondi il ventilatore inverte la direzione del flusso e il calore accumulato nello scambiatore viene ceduto all‘aria di rinnovo.

Abitazioni, uffici, scuole e luoghi di vita in generale meritano la nostra attenzione perché influenzano la nostra salute proprio come l’ambiente esterno, soprattutto per quanto riguarda l’aria che respiriamo.

Per maggiori informazioni scrivici compilando il form di contatto.

    Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi e per gli effetti del Reg.to UE 2016/679 nel rispetto delle disposizioni di legge. Titolare del trattamento dei dati è Equadro srls.

    Energeticamente

    Iscriviti alla nostra newsletter

    È davvero possibile essere energeticamente indipendenti?

    Ricevi subito in regalo la guida per capire il dimensionamento di un impianto fotovoltaico e sistema di accumulo. In più, una volta al mese parliamo di news di settore, nuove frontiere, progetti realizzati, bonus, incentivi e dimensionamenti.


    Mi iscrivo