È possibile raggiungere una vera autosufficienza energetica?

Sai cos’è l’autarchia? L’enciclopedia Treccani la definisce così:

“Condizione di un paese che mira all’autosufficienza economica, nell’obiettivo di produrre sul territorio nazionale i beni che consuma o utilizza, limitando o annullando gli scambi con l’estero.”

Se storicamente è associato ormai in modo dissolubile ai regimi totalitari del XX secolo, questo termine è tornato di moda negli ultimi anni per definire un sogno di molte persone: raggiungere una vera e completa autosufficienza energetica.

Lasciando perdere gli scenari un po’ inquietanti da film americano con pazzi survivalisti che vivono isolati dal mondo, bisogna ammettere che la continua crescita dei costi energetici, l’inquinamento e, siamo onesti, anche l’incubo delle compagnie in mercato libero che ti chiamano a ogni ora hanno contribuito a diffondere il desiderio di vivere in abitazioni che autoproducano l’energia di cui necessitano.

Purtroppo sul tema dell’autosufficienza energetica c’è ancora tantissima confusione, quindi ora faremo chiarezza ponendoci alcune domande.

Si può essere autosufficienti al 100%?

No, onestamente dobbiamo dire di no.

O sei davvero un survivalista che decide di rinunciare a molte delle moderne comodità a cui sei abituato, o potrai tendere al 100% ma non lo raggiungerai mai davvero. Basterà un’annata più piovosa del normale per abbassare il rendimento dei tuoi impianti solari, portandoti sotto la produzione minima stimata e metterti in condizione di acquistare energia dalla rete tradizionale.

E se, come noi, ti interessi di tematiche ambientali sai benissimo che il riscaldamento globale rende questa eventualità tutt’altro che remota.

Ma un 80-90% di indipendenza è già un gran bel risultato non trovi?

Mi basta installare i pannelli fotovoltaici per dire addio alle bollette?

No. Sappiamo che vorresti una soluzione facile stile “Metto questo e il gioco è fatto” ma ti mentiremmo.

Massimizzare l’indipendenza energetica di un edificio è molto di più.

Dopo aver stimato correttamente i tuoi bisogni energetici, dovrai calcolare che solo il 30% di quelli elettrici è coperto da un impianto fotovoltaico semplice.

Per aumentare questa quota sfruttando l’energia prodotta in eccesso dovrai montare un sistema di accumulo e passare dal riscaldamento tradizionale alla pompa di calore o al solare termico (per capire le differenze leggi qui).

Inoltre sarà indispensabile ridurre al minimo gli sprechi energetici con azioni quotidiane che puoi trovare in questo articolo, ma anche attraverso altri accorgimenti che ci portano di volata alla prossima domanda.

Ogni abitazione può arrivare all’autosufficienza energetica?

Sempre in linea teorica sì, ma in pratica chiediti questo: se vivi in una casa costruita negli anni ’70 con l’edilizia standard dell’epoca (quella che si definiva “in economia”), quanto dovrai investire per eliminare le dispersioni energetiche date dagli infissi inadeguati, i muri troppo sottili o in foratoni, i materiali ad alta dispersione e l’impianto elettrico non sezionabile?

Per non parlare degli appartamenti di un condominio ovviamente!

I valori più alti di indipendenza energetica si possono raggiungere nelle cosiddette abitazioni NZEB (Nearly Energy Zero Building) ovvero edifici con consumo energetico prossimo allo zero grazie l’utilizzo di tecnologie e impianti per ridurre al minimo i consumi energetici (cappotto, infissi, pompa di calore ecc.) e gli sprechi (come la domotica per spegnere le luci e regolare la climatizzazione).

Se devi acquistare una nuova casa o costruirne una da zero valuta questo tipo di costruzioni e il tuo sogno autarchico sarà molto più concreto (ma ricorda quel “nearly”!).

Cosa posso fare per avvicinarmi sempre di più all’indipendenza?

Il desiderio di indipendenza energetica deve essere come quello di indipendenza decisionale dai genitori: non una ribellione fine a se stessa ma una presa di coscienza che ci porterà a essere individui migliori, più responsabili e attenti al mondo che abbiamo intorno e non solo al nostro portafogli.

Quindi, come ti abbiamo detto sopra, non basta “installare cose”, servono scelte quotidiane piccole ma costanti, e anche scelte un po’ forti come, ad esempio, scegliere l’elettrico (non l’ibrido) per la propria auto, oppure, potendo, non avere l’auto ma muoversi coi mezzi, in bici, a piedi e sfruttando il car sharing quando proprio serve.

Perciò ora ti chiediamo: quale sarà la tua prossima scelta di indipendenza? Scrivici qui sotto nei commenti.

Energeticamente

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