Cos’è e cosa fa il fotovoltaico

Inauguriamo il nostro blog con un articolo che ti farà capire in modo preciso cos’è e cosa fa un impianto fotovoltaico.

Perché parlare oggi di risparmio energetico sembra molto facile: vediamo pubblicità, sentiamo interviste, leggiamo articoli, ma quanto di tutto questo ti è davvero comprensibile?

In Equadro abbiamo una filosofia che ci accompagna da sempre: il cliente ha il diritto di capire cosa sta acquistando. Quindi tutti pronti? Si parte!

La definizione scientifica di impianto fotovoltaico

Cerchiamo di essere rigorosi e partiamo dalla definizione più scientifica di fotovoltaico:

Un impianto fotovoltaico è un impianto capace di generare energia elettrica tramite la captazione della radiazione solare.

Infatti grazie all’effetto fotovoltaico, la luce solare innesca il passaggio di corrente. Nello specifico, quando un fotone (quanto di energia della luce) colpisce un semiconduttore opportunamente drogato (come il silicio, di cui sono fatti principalmente i pannelli fotovoltaici), gli elettroni passano dalla banda di valenza a quella di conduzione e vi è passaggio di corrente. Un impianto fotovoltaico è costituito dall’assemblaggio di più pannelli fotovoltaici e dalla necessaria componente elettrica ed elettronica.

Lo sappiamo, la prima volta viene il mal di testa, ma le cose sono molto più semplici di quello che sembrano e soprattutto possono essere spiegate in modo più semplice.

Ecco cosa significa in concreto

Per scendere molto nel concreto, un impianto fotovoltaico è un sistema che trasforma l’energia solare in energia elettrica disponibile per i tuoi consumi, ovviamente per quelli di tipo elettrico.

Un impianto fotovoltaico, almeno in linea teorica, può essere installato in due modalità: collegato alla rete elettrica del tuo fornitore di energia oppure no.

Perché diciamo “teoricamente”? Perché questo può essere fatto solo in caso non esista l’infrastruttura elettrica, ad esempio in una baita sperduta nelle montagne, ma soprattutto perché il senso di un impianto fotovoltaico è proprio di collegarlo all’impianto generale così da sfruttare fino in fondo tutte le sue potenzialità e le sue possibilità di risparmio come lo scambio sul posto o l’accumulo.

C’è infatti ancora un po’ di confusione sul tema del fotovoltaico quando si parla di indipendenza energetica: un impianto fotovoltaico potrebbe renderti energeticamente indipendente? No. L’impianto fotovoltaico ti permette un risparmio in bolletta pari a circa il 30%. L’indipendenza al 100% non è tecnicamente raggiungibile.

Abbiamo dedicato un altro articolo al tema dell’accumulo per gli impianti fotovoltaici [inserire LINK], ma una minima percentuale di prelievo dalla rete elettrica resterà sempre.

“Eh, ma allora posso montare un impianto più grande!”

No, attenzione.

Facciamo chiarezza: la convenzione di scambio sul posto è predisposta dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) una volta connesso l’impianto alla rete. Con questo meccanismo, lo Stato ti rimborsa, con 2 bonifici semestrali, tutta quell’energia che il tuo impianto fotovoltaico produce ma tu non consumi e quindi butti in rete. Avrai il tuo rimborso al costo di circa 0,14€ /kWh, quindi basta fare due semplici conti per capire che per quanto la tecnologia sia avanzata la famigerata autarchia energetica non è (allo stato attuale) possibile.

I componenti fondamentali di un impianto fotovoltaico

Il tuo impianto è costituito da 3 sezioni fondamentali:

  1. I pannelli fotovoltaici (la parte più complessa del tuo impianto)
  2. L’inverter
  3. Gli ancoraggi.

Ok, e ora cos’è questo inverter? Semplice, è la parte del sistema che serve a convertire la corrente elettrica continua prodotta dai tuoi pannelli (immaginala come una linea retta) in corrente alternata, ovvero quella utilizzata dai tuoi apparecchi elettrici (qui visualizza una sinusoide, ovvero una linea che sale e scende con un movimento a parabola).

L’inverter si occupa di questa conversione, ovvero di rendere la corrente elettrica generata dal sistema utilizzabile come quella fornita dal tuo gestore.

Quindi col fotovoltaico produco anche l’acqua calda?

Il fotovoltaico fornisce energia elettrica gratuita, quindi può, ad esempio, alimentare uno scaldabagno, ma ovviamente in questo modo utilizza una parte dell’energia che sarebbe destinata ad altre apparecchiature.

Il solare termico, invece, grazie all’energia solare fornisce acqua calda sanitaria per circa 6 mesi all’anno e può fare da integrazione al riscaldamento.

Può avere due tipi di circolazioni: naturale o forzata.

I collettori solari montati sul tetto, raccolgono calore dal sole e lo usano per riscaldare l’acqua che viene immessa in un bollitore. Se il bollitore viene installato sul tetto abbiamo una circolazione naturale, mentre quando il liquido utilizzato per scaldare l’acqua calda sanitaria viene fatto circolare con l’utilizzo di pompe abbiamo una circolazione forzata.

Il sistema a circolazione forzata ha il vantaggio che il serbatoio non deve essere posizionato sopra i pannelli solari (e quindi sul tetto) ma può essere posizionato in una zona qualsiasi dell’edificio.

Tutto chiaro?

Ora che abbiamo fatto luce sugli aspetti più importanti che riguardano l’impianto fotovoltaico cosa ne pensi? Ti piacerebbe capire come sfruttare questa tecnologia per il risparmio energetico a casa tua? Se la risposta è sì scrivici subito [inserire LINK al modulo contatti] per capire qual è la soluzione che fa per te.

 

Energeticamente

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